NEL TUO RICORDO

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di Aurora Cantini

NEL TUO RICORDO

Quanto è costato il tuo ricordo
smarrito nell’intrico del vento
quanto è costato tendere l’orecchio
al frusciare perenne
delle foglie d’autunno,

osservare la neve cadere lenta
a coprire i tuoi passi
antichi e remoti
i luoghi dove tu hai sostato
smarrito nelle albe.

La pioggia ha lavato le impronte
delle tue mani sul legno della staccionata
laggiù a bordo campo
sentinella nascosta
a rimirare i nostri giochi
e l’andirivieni della casa.

Quanto è costato andare avanti
lungo il sentiero
sapendo che tu non ci avresti più seguito

volgere lo sguardo attonito
e trovare solo ombra
nel chiaroscuro della luce d’estate.

Mi chiedo ancora
cosa penserai di me
nel mio vagare come stella
sull’infinito tessuto del mondo

mi chiedo se davvero
non te ne sei mai andato
o se in realtà mi chiami
ma io non ascolto,
cuore senza voce
parole senza lettere
preghiere senza lacrime.

Mi chiedo, papà,
se mi ami ancora.
“Mi ami ancora?”

(a mio padre Mansueto, nell’anniversario della sua scomparsa)

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